Una filosofa a Tolosa
Facoltà di Teologia di Lugano
15 July 2026
Le esperienze della dottranda Anna Bellatore durante il suo stage all’Institut Catholique di Tolosa (ICT).
Nel corso del terzo anno del mio dottorato di ricerca in Scienze Religiose e Filosofia, svolto in co-tutela tra la Facoltà di Teologia di Lugano e l’Università di Pisa, ho avuto l’opportunità di svolgere un periodo di stage di ricerca di due mesi presso l’Institut Catholique di Tolosa (ICT), grazie alla partecipazione a un bando promosso dall’Università francese.
Lo stage si è svolto sotto la supervisione del Prof. Andrea Bellantone, all’interno del Collegio Dottorale dell’Istituto, il quale si occupa delle attività di ricerca e sostiene la formazione dei dottorandi. Ho avuto quindi la possibilità di inserirmi nella vita accademica partecipando ad attività che hanno consentito l’acquisizione di nuove competenze e la costruzione di una rete di collaborazioni preziose.
Sul piano delle mansioni, il periodo trascorso a Tolosa ha previsto il coinvolgimento in diversi ambiti del lavoro accademico: ho collaborato all’interno delle attività didattiche, preso parte a riunioni organizzative, svolto ricerca bibliografica e revisione di testi. In particolare, mi è stata affidata la curatela della traduzione, dal francese all’italiano, dell’opera filosofica di un’importante pensatrice, con la quale sono stata messa in contatto e ho avuto modo di confrontarmi e dialogare, prendendo parte a un progetto editoriale sfidante e formativo. Nei mesi della mia permanenza sono stata inoltre coinvolta nell’organizzazione di un convegno svoltosi presso l’Università, affiancando docenti e relatori di respiro internazionale. Ho quindi compreso da vicino il lavoro di coordinamento che precede un incontro scientifico: dalla definizione del programma, alla gestione degli spazi, fino alla cura delle necessità dei diversi interlocutori.
È stata un’esperienza di grande importanza perché mi ha permesso di coltivare, in un ambiente vivo e fecondo, alcune pratiche ordinarie ma fondamentali della vita dell’Università: il lavoro sui materiali, il confronto con i testi, l’attenzione alla qualità scientifica e l’integrazione tra didattica e formazione, quel dietro le quinte che la ricerca talvolta nasconde, ma del quale si alimenta.
Oltre al piano professionale, lo stage ha avuto un legame diretto con la ricerca che sto conducendo nel mio percorso di dottorato. Una delle ragioni principali che mi hanno spinta a candidarmi è stata, infatti, la presenza, all’interno dell’ICT, dell’Unità di Ricerca CÉRES: Culture, Étique, Religion et Société i quali interessi scientifici intercettano in modo significativo gli argomenti che sto affrontando all’interno della mia Tesi. Il soggiorno mi ha consentito un dialogo fecondo con questo contesto di ricerca, del quale sono inoltre diventata, grazie alla partecipazione che mi è stata concessa, membro associato.
Accanto alla dimensione individuale, ritengo importante sottolineare anche la ricaduta istituzionale di questo progetto: grazie al costante e attento supporto della Segreteria del Dottorato della Facoltà di Teologia di Lugano, l’esperienza di stage è stata riconosciuta all’interno del mio piano di studi, entrando così in modo organico nel percorso formativo del mio dottorato. È stato così possibile formalizzare una collaborazione tra le Istituzioni coinvolte, consolidando un asse accademico tra Svizzera, Italia e Francia. Oltre a una tappa essenziale del mio percorso, quindi, l’esperienza è stata l’occasione per creare e rafforzare relazioni tra Atenei, favorendo future possibilità di scambio e cooperazione.
Lavorare in un contesto nuovo, partecipare alle attività del collegio dottorale, confrontarmi con ricercatori con bagagli accademici diversificati - creando reti - ha rappresentato un’occasione concreta di crescita che ha intrecciato in modo efficace formazione, ricerca e scambio, mostrando quanto la mobilità accademica possa incidere, a livello professionale, scientifico e umano, sul percorso di una giovane ricercatrice. Più di tutto, infatti, i mesi tolosani mi hanno regalato ore e ore di discussioni filosofiche, tra le aule universitarie o davanti a un caffè ristretto, confermando la vocazione al sapere e la curiosità che ha nutrito la scelta di intraprendere il mio percorso di studi e facendomi incontrare colleghi, provenienti da tutto il mondo, che oggi chiamo amici.