L'intelligenza artificiale e una rivoluzione che le aziende non possono ignorare

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Servizio comunicazione istituzionale

22 maggio 2026

Secondo recenti studi dedicati alla diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese svizzere, l’IA è ormai sempre più integrata nei processi aziendali, in particolare nei settori ad alta digitalizzazione. Sul tema è intervenuto Peter Gruber, Direttore accademico del Master in Financial Technology and Computing presso l'USI, in un'intervista pubblicata sulle pagine del Corriere del Ticino.

Gli studi, condotti rispettivamente dall’agenzia economica AWP Finanznachrichten AG e da UBS, mostrano una crescita significativa dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle aziende svizzere. Se nei bilanci delle principali società quotate il termine “intelligenza artificiale” compare oggi otto volte più spesso rispetto a due anni fa, circa il 60% delle imprese intervistate da UBS dichiara già di utilizzare strumenti basati sull’IA, soprattutto per analisi dei dati, supporto alle decisioni e miglioramento di prodotti e servizi.

Commentando questi sviluppi, il Prof. Peter Gruber, Docente presso la Facoltà di scienze economiche, sottolinea come il fenomeno sia destinato a crescere ulteriormente: “Il futuro dell’intelligenza artificiale dentro le aziende dipende ovviamente dagli ambiti di applicazione. In tutti quelli nei quali si lavora con i dati o nei quali si producono informazioni, il ruolo dell’IA aumenterà di sicuro nei prossimi 10-20 anni”. In questi contesti, aggiunge, “parlare di rivoluzione non è esagerato”.

Secondo Gruber, uno degli elementi più sorprendenti dell’attuale trasformazione tecnologica è la rapidità con cui l’IA si sta diffondendo: “C’è sempre sorpresa per la velocità del progresso, ma oggi è tutto veramente incredibile”. Il docente dell’USI invita tuttavia a leggere questa evoluzione soprattutto come un’opportunità. “L’IA non ci ruberà il lavoro, ma potrebbe farlo chi sa usare meglio l’intelligenza artificiale”, osserva, ricordando come il progresso tecnologico abbia sempre trasformato il mercato del lavoro nel corso della storia. “L’IA va vista come una opportunità, anche di fare qualcosa di più interessante”.

Per Gruber, il rischio maggiore riguarda piuttosto chi sceglie di ignorare questi cambiamenti: “Io credo che non ci sia l’opzione di ignorare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le aziende e i singoli devono continuamente informarsi e proseguire la formazione, aumentare le competenze nel campo dell’IA. Chi non lo facesse sarebbe tagliato fuori”. In quest’ottica, la gestione e la digitalizzazione dei dati rappresentano una priorità strategica per le imprese. “È fondamentale sistemare i dati nel modo migliore”, spiega l'esperto dell'USI. “La prima sfida è quindi la digitalizzazione, rendere disponibili all’IA tutte le informazioni”.

Guardando al contesto nazionale, Gruber ritiene che la Svizzera disponga di solide basi per affrontare questa trasformazione, a condizione di investire nella formazione e nelle competenze critiche. Una delle sfide principali sarà infatti sviluppare la capacità di verificare i risultati prodotti dai sistemi di IA: “La maggior parte degli utilizzatori attuali dell’IA probabilmente non lo fa. Ma è necessario. Per questo è fondamentale una formazione in tal senso, sapere come fare una verifica oggi è indispensabile”.

L'intervista completa, realizzata per il Corriere del Ticino da Dario Campione, è disponibile online cliccando qui.