L'USI chiude l'anno accademico 2025/2026 tra anniversari, crescita e nuovi progetti strategici

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Servizio comunicazione istituzionale

26 maggio 2026

L'anno accademico 2025/2026 è stato un anno di transizione e consolidamento per l’Università della Svizzera italiana, segnato da momenti simbolici, nuovi sviluppi istituzionali e importanti risultati sul piano della formazione, della ricerca e del rapporto con il territorio. Di seguito lo ripercorriamo nel dettaglio, toccando ogni momento chiave: dal trentesimo anniversario ai cambiamenti nel Rettorato, passando per la nascita di nuovi istituti e programmi formativi, dai risultati nella ricerca e nei ranking internazionali, sino ad arrivare alle numerose iniziative sviluppate in dialogo con il territorio.

Tra i principali cambiamenti vi è stato il passaggio di consegne alla guida dell’ateneo, con il saluto alla Rettrice Luisa Lambertini e l'avvento di Gabriele Balbi quale Rettore ad interim. Nel corso dell’anno sono entrati a far parte del Rettorato Antonio Carzaniga come Prorettore per l’innovazione e le relazioni aziendali e Raphaël Parchet come Prorettore per la ricerca, succedendo rispettivamente a Luca Maria Gambardella e Patrick Gagliardini. L’USI ha inoltre nominato Alan Valnegri quale nuovo Direttore operativo, con entrata in carica a partire dal 1° settembre 2026.

L’anno accademico è coinciso con il trentesimo anniversario dell’USI, celebrato in occasione del 30° Dies academicus e attraverso una serie di iniziative rivolte alla comunità universitaria e al pubblico. Tra queste, la seconda edizione dell'evento di porte aperte UniVerso, che ha portato circa 3’500 persone al Campus Ovest di Lugano, e l’Alumni Reunion, che ha riunito anche le prime generazioni di laureate e laureati dell’ateneo.

Sul piano della formazione e dello sviluppo accademico, l’USI ha annunciato il nuovo Master of Science in Health, che prenderà avvio nell’anno accademico 2026/2027. Sono inoltre stati istituiti il nuovo Istituto di ricerca traslazionale congiunto tra USI ed Ente Ospedaliero Cantonale, con sede a Bellinzona, e il nuovo Istituto per l’architettura sostenibile e la tecnologia.

Anche i numeri confermano la crescita dell’Ateneo. Nell’anno accademico 2025/2026 le studentesse e gli studenti iscritti all’USI sono stati 4’750, di cui 2’078 nei Bachelor, 1’977 nei Master, 616 dottorande e dottorandi e 79 persone iscritte alla formazione continua per almeno 60 ECTS. Importanti anche i risultati ottenuti nella ricerca competitiva. Nel 2025 l’USI ha raccolto circa 33.5 milioni di franchi in finanziamenti competitivi, provenienti in particolare dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, dalla SEFRI, da Innosuisse, swissuniversities e da fondazioni private. Parallelamente, quasi un centinaio di ricercatrici e ricercatori dell’USI e dei suoi istituti affiliati sono stati inclusi nell’edizione 2025 della classifica “World’s Top 2% Scientists”, basata sui dati Scopus.

Sul fronte del riconoscimento internazionale, l’USI è inoltre salita nella classifica Times Higher Education World University Rankings 2026, passando dalla fascia 301–350 alla fascia 251–300 mondiale, collocandosi così nel top 12% degli atenei a livello globale. Anche l’USI Startup Centre ha ottenuto un importante riconoscimento entrando nella classifica 2026 del Financial Times dedicata ai migliori hub europei per startup.

L’anno accademico ha visto anche numerose iniziative legate al cosiddetto “terzo mandato” dell’università e al dialogo con il territorio, con oltre 300 appuntamenti organizzati dall'ateneo. Tra questi, per menzionarne alcuni, figurano due nuovi eventi di “USI incontra” dedicati a Flavio Del Ponte e Ruth Metzler-Arnold, il progetto “Unfolding the River” lungo il fiume Cassarate, coordinato dal Prof. Martino Pedrozzi, e l’inaugurazione dello Spazio WeTube all’USI, nato dalla collaborazione con Radiotelevisione svizzera (RSI) per favorire creatività digitale, sperimentazione e vita di campus.

Tra i progetti che hanno portato l’USI su scenari internazionali vi sono inoltre la mostra “Nuvole” dell’Atelier Blumer, ospitata alla House of Switzerland durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e visitata da circa 40 mila persone in 19 giorni; e la partecipazione all’Expo 2025 Osaka grazie a CodeLounge del Software Institute della Facoltà di scienze informatiche e al progetto "Thermal Governance" del Prof. Sascha Roesler e dell’assistente dottorando Julian Raffetseder.

Sempre nell'ambito del dialogo tra tecnologia e società, il Presidente della Confederazione Guy Parmelin ha visitato a Phänomena l’installazione “Stay on Track!”, sviluppata dal Software Institute dell’USI e dedicata alla guida autonoma.

Nel corso dell’anno, l’USI ha infine firmato la Magna Charta Universitatum, entrando a far parte della rete internazionale di oltre mille università aderenti ai principi di libertà accademica, autonomia istituzionale e responsabilità sociale dell’università.