Nella tensione tra antiumanesimo e umanesimo ateo

99f2f88b47f21894a90e816795cdaca8.jpg

Facoltà di Teologia di Lugano

Data: 25 giugno 2026 / 15:30

Aula A32, Palazzo rosso, Campus Ovest USI

Personologia e antropologia in Paul Ludwig Landsberg

Paul Ludwig Landsberg (1901-1944) è uno dei pensatori meno conosciuti del XX secolo, sebbene abbia formulato, orientandosi a Max Scheler e Romano Guardini, importanti approfondimenti sull’antropologia, anticipando molte questioni oggi attualissimi: critico al soggetto solipsistico, concepisce l’essere umano nel suo divenire che si interroga sulla propria destinazione, che si realizza proprio così come persona, mai completamente comprensibile nell’ambito del finito. Nell’interrogarsi su di sé e la propria esistenza, l’essere umano si porta verso la dimensione della trascendenza: la persona, infatti, è capace di affermare e vivere valori oltre la mera dimensione materiale, proprio perché è situata tra finitezza e trascendenza. In tale contesto, l’esperienza del limite diventa costitutiva, e come si vede, tra valori personali, realizzazione nei limiti propri, e contatto con ciò che è oltre e dunque con l’altro, si delineano proprio quelle caratteristiche messe oggi in crisi dalle nuove tecnologie e dalla visione transumana. Così, Landsberg ci ricorda che l’uomo non è definibile a partire dall’efficienza, dalla produttività o dalla capacità di controllo. La vulnerabilità, la finitezza e la mortalità non sono difetti da eliminare, ma elementi costitutivi della condizione umana. In questo senso il suo pensiero rappresenta una critica anticipata alle ideologie che promettono il superamento tecnologico dell’umano. Il 2 aprile del 1944 è stato ucciso, in quanto ebreo (sebbene convertito al cattolicesimo), nel Lager di Oranienburg-Sachsenhausen, e così non ha potuto più sviluppare la sua antropologia nel secondo dopoguerra, ma i suoi scritti restano comunque una fonte di ispirazione per noi oggi. L’anno scorso è uscito per la prima volta in lingua italiana la sua Antropologia filosofica del 1932, curata proprio da Massimo Serretti (Professore di Antropologia Teologica, Istituto Teologico Marchigiano) che insieme a Juan David Quiceno Osorio (Istituto di Cultura e Pensiero dell'Universidad Internacional de Catalunya), Massimiliano Pollini (Pontificia Università Gregoriana, Roma) e Markus Krienke (Direttore della Cattedra Rosmini) delineeranno vari aspetti del suo pensiero.

 

Programma

ore 15.30

Saluti istituzionali

Prof. René Roux, Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano

 

ore 15.45

Introduzione

Prof. Markus Krienke, Direttore della Cattedra Rosmini, Professore di Filosofia moderna ed etica sociale, FTL-USI

 

ore 16.00

La temperie antropocentrica nel XX secolo e la posizione di Paul Landsberg

Prof. Massimo Serretti, Professore di Antropologia Teologica, Istituto Teologico Marchigiano

 

ore 16.20

Sull’unità dell’uomo: vocazione, impegno e personalizzazione in Paul Ludwig Landsberg

Prof. Juan David Quiceno Osorio, Istituto di Cultura e Pensiero dell’Universidad Internacional de Catalunya (UIC)

 

ore 16.40

Sulla distinzione fra «antropologia delle proprietà» e «antropologia dell’essenza» in Paul Ludwig Landsberg

Prof. Massimiliano Pollini, Dottore in Filosofia, Pontificia Università Gregoriana, Roma

 

ore 17.00

Perché Landsberg oggi? Interiorità e senso della morte nella crisi dell’umano nel XXI secolo

Prof. Markus Krienke

 

ore 17.20

Dibattito

 

ore 18.00

Fine dei lavori

 

 

Per partecipare: https://usi.qualtrics.com/jfe/form/SV_6mwwGOhUlXbJSrs